Comune italiano di 8 137 abitanti della provincia di Brescia, in Lombardia, il cui centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda.

La principale industria della cittadina è il turismo, sia per la presenza di vestigia romane e medievali che per le acque termali, con il nome del celebre poeta romano Gaio Valerio Catullo (in latino: Gaius Valerius Catullus; Verona, 84 a.C. – Roma, 54 a.C.). Da alcuni suoi carmi emerge che il poeta ebbe anche una relazione, con un giovinetto romano di nome Giovenzio. Catullo si allontanò varie volte da Roma per trascorrere del tempo nella villa paterna a Sirmione, sul lago di Garda, luogo da lui particolarmente apprezzato e celebrato per il suo fascino ameno, ma anche perché situato nella sua terra di origine, causa per il poeta di periodi nostalgici.

Sirmione è posta lungo la penisola omonima che si protende all’interno del lago di Garda per circa 4 chilometri e che divide in due parti la riva lacuale meridionale. Parte del territorio comunale si estende ad est rispetto alla penisola per includere quella di
Punta Grò. L’entroterra si estende in direzione delle colline moreniche che cingono la parte meridionale del lago stesso e comprende una parte della zona di produzione del Lugana.

Il comune confina a sud-est con Peschiera del Garda e a sud-ovest con Desenzano del Garda. La sezione sul lago confina ad est con Lazise e Castelnuovo del Garda e a nord con Padenghe sul Garda.

Il castello scaligero è una rocca a guardia dell’unico punto d’accesso meridionale al centro storico. Fu costruita dagli Scaligeri, da cui prese il nome, durante il XIII e il XIV secolo e in due fasi: la prima sotto Mastino I e l’ultima sotto Cangrande.

Circondato dalle acque del Lago di Garda, è difeso da tre torri e dal maschio, alto quarantasette metri. Ad oriente del castello è presente la darsena fortificata per il rifugio della flotta. Le merlature della rocca sono a coda di rondine, mentre quelle della darsena sono a punta di lancia.

San Martino della Battaglia è una frazione di Desenzano del Garda, fino al 1926 appartenente al soppresso comune di Rivoltella.

Acquisì l’attuale denominazione dopo che vi si combatté la storica battaglia di San Martino della seconda guerra di indipendenza (24 giugno 1859), in cui le forze del Regno di Sardegna, guidate da Vittorio Emanuele II, alleate ai francesi di Napoleone III, sconfissero gli Austriaci, guidati dall’Imperatore Francesco Giuseppe.

L’ossario di San Martino della Battaglia è un ossario monumentale, nei pressi dell’omonima torre monumentale e del Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino.

L’ossario, ospitato all’interno della cappella gentilizia dei conti Treccani, raccoglie 1.274 teschi e le ossa di 2.619 soldati dell’Armata Sarda e dell’VIII Corpo d’armata dell’Imperial regio Esercito austriaco che combatterono la cruenta battaglia di San Martino (24 giugno 1859), scontro armato della seconda guerra d’indipendenza.

L’ossario monumentale di San Martino è stato inaugurato il 24 giugno 1870. Il viale d’accesso alla cappella ospita una serie di cippi commemorativi dei reparti che presero parte agli scontri.

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